Note Storico Artistiche - Villa Navagero Erizzo

Commitenti e Proprietari

La campana dell’oratorio reca la data del 1595.

Nella sala a sud-est del piano terra della Villa sono state rinvenute tracce di affreschi a “grottesche” con colorazione variante dall’ocra al marrone che ricordano la decorazione dorata su cuoio, alla maniera di Cordova, di cui un esempio tuttora assai ben conservato, oltre a quello del Palazzo Ducale di Venezia, si trova nella Sala dei Rettori dello storico Monte di Pietà di Treviso.

Altre decorazioni ad affresco raffiguranti stemmi gentilizi, si trovano negli spazi di innesto delle singole travature nel piano terra.

La presenza di un decoroso edificio per la villeggiatura estiva a Rovarè dei componenti della famiglia Navagero che ebbe ad annoverare tra i propri membri personaggi insigni, nella politica, nelle armi,  nella diplomazia e nelle lettere, può essere indicata intorno ai primi decenni del 500, con integrazioni e modifiche, anche notevoli, nei secoli successivi.

Non appare privo di fondamenti ipotizzare che abbia ripetutamente soggiornato nella villa di Rovarè il personaggio 

più noto della famiglia, quell’ Andrea Navagero, nato a Venezia nel 1483, poeta, umanista, grande oratore nonché collaboratore del “Principe dei tipografi”, Aldo Manunzio, dopo "classici latini", ambasciatore della Serenissima a Madrid ed a Parigi.